Muse non invoco, né ora né mai
Da tempo ormai ho perso la fiducia
In tutto ciò dintangibile, e sai,
tutto raccontai a chi per me brucia
ed egli a me parlò di quella storia
nonostante cui desti sol sfiducia.
Vidi un sol lume dellantica gloria
Proprio quello che mi fece cadere
Solo una scintilla della sua boria.
Ah, ma come questo poté accadere?
Molte volte ho domandato ed ho pianto
E tu non sai il dolor di quelle sere
Spese nel chieder con un triste canto
Il motivo di quella sua apatia,
Che sapevo fosse tua, nel frattanto.
E dovera la mia e sua empatia?
E dove colui che era morto per te?
E dove la tomba non più natia?
Conoscevo poesia non fine a sé
E tu eri la sua maggior ragione
Ma dallora non ci sei più, e perché?
Credo sparisti la prima stagione
Fantasia? Inizio di nuovera?
No, non per te, non con la sua affezione
Avesti paura, amor non cera
Nel tuo pensiero, ma, lo sai, nel suo sì!
Uccidesti per ciò di cui er fiera,
Chi crede a tanto porti gioia così
Amor per niente nel suo sguardo vedo,
Già, proprio come tu agivi quel dì
Ora piena daffetto tintravedo
Triste sei per chi è morto, muore e soffre,
Ma una sol morte, quella di chi credo
Esser sì vivo, come chi amor offre,
Nel profondo, e forse solo un poco,
dovrebbe esser cara per te, e soffre
Mi aiuti a riaccender lantico foco?
Di noi due in questo momento bisogna
Non più poesie, lanimo è ormai roco
E poeta è colei che altro sogna
Ma vedi, questarte non sento mia
E come permette una tal vergogna?
Egli ti salvò non solo in poesia
Ma non credo tu mi voglia aiutare
Sarò sola, va bene, così sia
Però non ascolta chi suole amare;
Ciò è successo da quando sei fuggita.
Ora tocca a me lui per te salvare,
Stefano, vita della tua vita
Che di sé ricorda solo di quando
salvò te, morte della sua vita.















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